“Scornatevi” pure sui giochetti del governo per negare i diritti civili.
Questa settimana la dedicherò al DIRITTO ALLO STUDIO e ai DIRITTI dei ricercatori.

I ricercatori universitari, fiore all’occhiello di ogni Paese che si rispetti nonché custodi del futuro tecnologico, scientifico, economico, culturale, in Italia sono da sempre le Cenerentole più bistrattate e precarizzate. Nell’ormai lontano 2010 salirono persino sui tetti per cercare di esternare la loro disperazione, tetti sui quali si arrampicarono anche i politici solo per fare passerella.

Da allora si sono susseguiti ben 4 governi di ogni colore, e la situazione è solo peggiorata. Nell’ultima Legge di Stabilità il premier Renzi non trova di meglio che tagliare ancora la ricerca e anche il grido d’aiuto del CNR, ormai senza fondi, resta inascoltato da tutti.

E intanto, i migliori ricercatori sfornati dalle nostre ottime (ancora per quanto?) università pubbliche, sono costretti a mettere il loro talento al servizio di altri Paesi e di industrie straniere.

Il M5S vuole mettere un argine a questa pessima china e invertire la tendenza: la ricerca universitaria è ai primi posti delle sue priorità, e per questo ha appena depositato una legge a prima firma Gianluca Vacca. L’obiettivo della legge è mettere fine al precariato della figura del ricercatore universitario, reintroducendo il tempo indeterminato, selezionandolo attraverso un sistema di reclutamento che espropri i potentati locali dalla facoltà di determinare chi può accedere o meno al ruolo. Scegliere e valorizzare i migliori ricercatori, nel rispetto dell’autonomia degli atenei, consentendo loro l’accesso nel sistema prima dei 40 anni, come invece accade ora, arginando così la fuga di cervelli.

In particolare, all’articolo 1 vengono introdotte nell’ordinamento due distinte figure: il ricercatore a tempo determinato – durata triennale, prorogabile per soli due anni -, e il ricercatore a tempo indeterminato. In entrambi i casi il ricercatore universitario svolge attività di ricerca, di docenza e di servizi agli studenti.
Le selezioni per il ruolo di ricercatore a tempo determinato, al quale si può accedere anche con il solo possesso della laurea magistrale, avverranno mediante procedure pubbliche disciplinate dalle università. Invece, per l’accesso al ruolo di ricercatore universitario a tempo indeterminato è previsto il concorso pubblico su base nazionale, che darà luogo a graduatorie di merito suddivise per settori disciplinari.

Naturalmente, come tutte le leggi del M5S, anche questa è “emendabile” da cittadini ed esperti che potranno suggerire miglioramenti, idee e consigli per centrare ancora meglio l’obiettivo. Perché le leggi sono fatte per i cittadini, e i nostri parlamentari continuano a farsene portavoce.
Se volete dare il vostro contributo, quindi, collegatevi subito al portale LEX del M5S. Aspettiamo le vostre proposte.

Stop Ricercatori Precari

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