Questa l’intervista rilasciata ad AffariItaliani sui lavori della Commissione d’inchiesta banche.

I lavori della commissione hanno già scatenato un putiferio. Ci sono reticenze?

“E’ evidente che la commissione di inchiesta, partita già tardissimo dopo un ostruzionismo forsennato del Pd e della maggioranza, ora ha pochissime possibilità di far emergere verità sostanziali. Abbiamo assistito allo scontro tra CONSOB e Banca d’Italia che hanno palesato gravissime mancanze. A partire dall’era Draghi passando poi a Visco.

Ma non dimentichiamo che i primi ministri e i ministri dell’economia hanno nome e cognome.

Sono loro che hanno firmato i decreti che hanno devastato il risparmio italiano e salvato i banchieri. Guai far passare sottotraccia le responsabilità di PD (vecchio e nuovo) nel crack MPS e Etruria e di Forza Italia e Lega nelle venete”.

La politica usa la commissione per autoassolversi?

“Per i partiti sarebbe il risultato sperato. Complice anche la superficialità dimostrata da Consob e Banca d’Italia. Ma il conflitto d’interessi avvolge tutti. Bisogna ricordare che il 70% delle sofferenze bancarie, dei prestiti non restituiti, riguarda meno del 5% scarso di “prenditori” e oltre 20 miliardi di sofferenze sono a carico di meno di 600 soggetti. Ok la crisi economica, ma i banchieri hanno giocato d’azzardo. Ingenuo chi pensa che la politica non abbia tratto giovamento da questo sistema, basti citare il caso del prestito milionario a Sorgenia, società decotta di De Benedetti da parte di Mps banca sofferente a guida PD”.

Eppure Renzi dice di voler fare trasparenza e arrivare alla verità.

“In commissione ricorderò fino alla nausea che Renzi il 21 gennaio 2016 invitava i cittadini italiani a investire in Monte dei Paschi. Chi ha seguito il consiglio di quell’improvvisato consulente finanziario ha perso tutti i suoi soldi. Detto questo, la proposta di legge che istituisce la commissione d’inchiesta porta la prima firma del M5S a riprova del fatto che su questo argomento siamo gli unici a voler andare fino in fondo. Sul fondale troveremo le carcasse dei partiti coinvolti.”

Vi accusano di voler destabilizzare il Paese trascinando Draghi nell’arena.

“Non possono esserci tabu o intoccabili di fronte ai circa 500mila risparmiatori che sono finiti sul lastrico negli ultimi anni. Ascoltare Draghi è importantissimo soprattutto per il caso Mps. Lui ebbe un ruolo chiave nei disastri di Siena. Draghi firmo l’autorizzazione di acquisto di Banca Antonveneta da parte di MPS, sapendo che i suoi stessi ispettori avevano dichiarato fosse una polpetta avvelenata. Fu l’inizio della fine. E poi le domande dobbiamo poterle fare proprio nell’interesse del paese e di una sana e prudente gestione europea. Finiamola con i banchieri intoccabili. Chi sbaglia deve prendersi le sue responsabilità. A maggior ragione se ne ha tante”.

E poi c’è il caso Boschi-Etruria.

“Bisogna ancora approfondire le vicende del Montepaschi, non dimentichiamo che ballano quasi 100 miliardi di perdite, la tragedia della morte di David Rossi e nessun colpevole. Poi, purtroppo a tappe forzate, si passerà alle quattro banche del centro Italia e alla risoluzione del novembre 2015. Qui sarà interessante ascoltare la versione dei fatti di Federico Ghizzoni, ex ad di Unicredit, sulle pressioni, denunciate da Ferruccio De Bortoli, che l’ex ministra Boschi avrebbe esercitato nei confronti del gigante del credito per far salvare la banchetta di famiglia. Il rischio è che il presidente Casini così come non ha accettato di audire Draghi, salvi anche la famiglia Boschi. ”.

Casini vi dice spesso che non avete motivo di agitarvi.

“Se lo dice lui che è uomo di sistema, amico di banchieri e socio di fondazioni bancarie… Deve cambiare il suo attegiamento altrimenti gli si ritorcerà contro. Gli italiani, i risparmiatori truffati, vogliono e meritano la verità. Non una commissione ingessata o, peggio, un talk show inconcludente”.

Però potrebbero accusarvi di colpire Boschi per affondare Renzi? Fate campagna elettorale con la commissione?

“I risparmiatori sanno che siamo al di sopra di ogni sospetto. Hanno visto come li abbiamo difesi, in piazza e in Parlamento, sin dai tempi del decreto Imu-Bankitalia. Boschi invece ha detto chiaramente al Parlamento di non aver mai interferito nelle vicende di Etruria. Poi però non ha querelato De Bortoli: paura che la verità venisse fuori? Ora solo Ghizzoni può raccontarci come è andata. E sarebbe gravissimo se il sottosegretario avesse mentito alle Camere. Dovrebbe trarne le ineludibili conseguenze”.


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