cieocifaDa sabato la gente, la stampa, le tv, internet, stanno commentando le parole di Renzi che riporto qui per chi avesse (giustamente) preferito un weekend di sole.

Nel 2016 «elimineremo noi la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e la tassa sugli imbullonati», nel 2017 « ci sarà un intervento Ires e Irap» e nel 2018 «interventi su scaglioni Irpef e pensioni».

Ora, premesso che mancava solo un “e cchiù pilu pi tutti”, sappiamo tutti benissimo che queste cose non accadranno mai.
Lo sappiamo noi e lo sa soprattutto lui.

E allora perché dirle? Perché Renzi è nel suo più grande momento di difficoltà. Non lo sopporta più nessuno. La moglie non vede l’ora di sentire la magica frase “Cara vado a comprare le sigarette”. Il cane non gli riporta neanche più il bastoncino quando giocano in giardino. La gente ha realizzato che l’espressione da ebetino è la fotografia della sua politica. Persino Civati ha preso coraggio (sto esagerando?). E, diciamoci la verità, sulla Scuola ha preso una cantonata impressionante. Pensate che per far riprendere quota al suo PD si vocifera di un Vendola vicesindaco di Roma. Alle regionali ha sbagliato tutto. Insomma la sua leadership è contesa addirittura dal buon Bersani che vediamo un po’ ringalluzzito negli ultimi periodi. Anche Bis, il serpente di Robin Hood, inizia a mugugnare.

Allora a cosa servono queste parole? Ad aggregare un po’ di positività e speranza ormai smarrite intorno alla sua immagine, attrarre un po’ dell’ elettorato disorientato del centrodestra nostalgico del ventennio berlusconiano.
Servono perché chiunque, nel bene o nel male, le commenteremo finendo nel giochino della comunicazione (si, anche io, ma qualcuno dovrà pur spiegarvelo il giochino)
Servono perché alla fine, a qualcuno, ancora una volta, il dubbio rimarrà…ma Matteo ci è o ci fa?

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